Report Ligue 1

Una Ligue 1 al bacio

Il giorno dopo ‘Le Classique’ ci regala una classifica che vede le prime sei squadre racchiuse in soli sei punti. PSG, Marsiglia e Lione stanno dando vita a un ménage à trois  per l’Hexagoal che rende questa Ligue 1 davvero… al bacio.

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Un bacio appassionato, come quello che si sono scambiati Gignac e Cavani al Parco dei Principi durante un ‘Classique’ che ha visto sorridere solo uno dei due bomber. Big Mac è infatti rimasto a secco per la terza partita di fila, mentre il Matador, nonostante una prestazione non certo brillante, ha avuto il merito di trovare il goal della sicurezza, il quinto nelle ultime cinque gare disputate tra campionato e Champions.

L’OM è uscito sconfitto dal Parc, ma era dal 2010 (l’anno dell’ultimo titolo) che i marsigliesi non giocavano con questa personalità a Parigi. Bielsa è passato al 4-2-3-1 per fronteggiare le assenze di Ayew, Romao e Morel, giocando anche meglio dei rivali parigini nel primo tempo, ma sprecando troppe occasioni che alla fine si sono rivelate fatali.  A Gignac e compagni è mancata l’efficienza e probabilmente anche l’esperienza accumulata dal PSG in questi anni.

Alla fine ha vinto la squadra più abituata e preparata, quella che aveva un Lucas in più nel motore. Il brasiliano – che l’anno scorso, proprio contro l’OM, ha rischiato di segnare il goal del secolo – ha spaccato in due il match, non soltanto per il goal, ma anche per la capacità di creare sempre la superiorità numerica e tenere alto il baricentro del PSG. Il ritorno in campo di Ibrahimovic dopo sette settimane riattacca sulla squadra di Blanc l’etichetta di grande favorita per il titolo e non potrebbe essere altrimenti.

Il Marsiglia, per adesso, guarda ancora tutti dall’alto e la sconfitta nel classico non ha ridimensionato le ambizioni dell’undici di Bielsa, che nel girone di ritorno ospiterà sia il PSG che il Lione al Velodrome. Un fattore assolutamente da non sottovalutare e che potrà rivelarsi decisivo già dalla prossima giornata, quando l’OM ospiterà il Bordeaux, reduce dalla convincente vittoria sul Lens che ha spazzato via il polverone alzato da Sagnol sui “giocatori tipici africani”, come il maliano Diabate e il franco-tunisino Khazri, che hanno messo la firma sui tre punti.

Chiudiamo col Lione. Che dire della squadra di Fournier? Che meglio di così non potrebbe andare e che Lacazette – di cui abbiamo tessuto le lodi settimana scorsa – è l’uomo della provvidenza, quello che con i suoi 11 goal ha messo in corsa l’OL per il titolo. Difficile (anzi, quasi impossibile) pensare che i ragazzini terribili della Gerland, coadiuvati dalle chiocce Bisevac, Jallet e Malbranque, riescano a mantenere questi ritmi fino al rush finale, ma ad oggi sono la squadra più in forma di Francia e possono vivere il momento senza le pressioni che invece regnano a Parigi e Marsiglia.

Flaubert diceva che un bacio legittimo non varrà mai come un bacio rubato. Per il PSG il titolo è leggittimo, ma OM e Lione proveranno a rubarglielo. E ci potete scommettere che varrebbe molto di più.

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