Le Storie/Ligue 1

C’era una volta a Marsiglia

Il maestro Sergio Leone ha fatto la storia del cinema raccontando le vicissitudini di Noodles e i suoi amici in una New York a cavallo tra il proibizionismo e il post proibizionismo. Successo, scandali e malavita sono gli ingredienti principali del film: gli stessi che hanno caratterizzato la storia del Marsiglia.

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Dal 1899 ad oggi, l’OM non ha mai smesso di far parlare di sé, nel bene e nel male. Il primo scandalo scoppiò nel 1938, quando si scoprì che alcuni giocatori del club venivano riformati illegalmente dal servizio militare. I due nazionali francesi Jean Bastien e Abdelkader Ben Bouali vengono privati dei propri cartellini ed il secondo finisce addirittura in prigione insieme con un dirigente del Marsiglia.

Nel 1972 l’OM conquistava il suo primo double, ma la festa venne rovinata dal presidente ‘manolesta’ Marcel Lecrerc, che fu condannato a 18 mesi di carcere per aver rubato qualche milioncino dalle casse del club. Si arriva così al 1993, l’anno dell’Affaire VA-OM, probabilmente il più grosso scandalo nello storia del calcio francese.

Il Marsiglia vince il campionato e la Champions League (1-0 in finale sul Milan), ma il tentativo di corruzione nei confronti di 3 giocatori del Valenciennes viene messo alla luce da uno di loro,Glassmann, che confessa tutto al suo presidente e getta nel baratro l’OM. Finiscono in manette il presidente Tapie e l’allora dg Bernes (oggi procuratore di Blanc, Ribery e Menez, tra gli altri), mentre la squadra viene retrocessa in Ligue 2, con conseguente revoca del titolo.

Tra il 1997 e il 1999 l’OM acquista giocatori del calibro di Ravanelli e Blanc, ma nelle trattative si inserisce anche la malavita che riceva commissioni per circa 22 milioni di euro. Ancora una volta qualcuno finisce in carcere ed il turno dell’allenatore Roland Courbis, oggi alla guida del Montpellier. Tutto questo non crea però problemi alla criminalità organizzata, che continua a mettere il muso negli affari del club.

A dodici anni di distanza, la storia si ripete. Stavolta nel mirino finiscono i trasferimenti di Drogba,Nasri e Gignac: da intercettazioni nell’ambiente della mafia locale, si scopre che l’acquisto di ‘Big Mac’ dal Tolosa ha fruttato una retrocommissione  di 200 mila euro a Christophe D’Amico, noto malavitoso condannato a 4 anni di carcere (di cui due con la condizionale) nonché amico dello stesso Gignac.

Nell’affare Nasri (ceduto all’Arsenal nel 2008) ci sarebbero in ballo addirittura 6 milioni. La Procura ha così comandato l’arresto dell’attuale presidente Labrune, ma anche del dg Perez e degli ex presidenti Dassier e Pape Diouf. Da Marsiglia fanno sapere di aver fiducia nella giustizia, ma nel frattempo la proprietaria Margarita Louis-Dreyfus sta pensando seriamente di passare la mano, un’ipotesi che era già stata avanzata negli ultimi anni.

E’ un acquirente ci sarebbe già, si tratta del principe saudita Al Saud, 35° uomo più ricco del mondo secondo ‘Forbes’ e autore del progetto della Kingdom Tower, che sorgerà sul Mar Rosso e diventerà con i suoi 1001 metri il grattacielo più alto del mondo. Il suo prossimo obiettivo potrebbe dunque essere quello di portare molto in alto pure l’OM, ma per adesso in Provenza devono pensare all’ennesimo scandalo, che rischia di mettere in serio pericolo il progetto Bielsa.

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