Coppe/Riviera Life

La mia trasferta all’Emirates

11 anni. Tanto era passato dall’ultima trasferta europea del Monaco a Londra. 11 anni che sembrano una vita e, forse, una vita calcistica quasi lo sono perchè nel frattempo a Montecarlo abbiamo visto di tutto, dalla Champions League alle sfide-salvezza in Ligue 2. 11 anni fa l’avversario si chiamava Chelsea e ci giocavamo l’accesso ad una storica finale, oggi si chiama Arsenal e qualificarsi significherebbe entrare nella top-8.

Se in quella primavera del 2004, mi era sfuggita l’opportunità di andare a Stamford Bridge questa volta ho capito fin da subito che la trasferta all’Emirates sarebbe stata un’opportunità da non lasciarsi scappare. Gli oltre due mesi trascorsi tra il sorteggio e gli ottavi non hanno fatto altro accrescere l’attesa che, per certi versi, sarebbe comunque entrata nella storia.

Un’attesa che  tanto lunga, quanto talvolta angosciante: i prezzi spropositati, le difficoltà a connettersi alla biglietteria on-line, il rimborso del 50% del biglietto agli abbonati (grazie Presidente!), l’annullamento di circa 200 biglietti  comprati dall’estero per motivi di sicurzza (fortunatamente non il mio!)…

 

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A dir la verità, la mia trasferta inizia il giorno prima, martedì 24, con il volo da Nizza a Luton. Uno dei tanti voli giornalieri che partono dalla Costa Azzurra per raggiungere i diversi aeroporti londinesi, uno dei tanti voli affollati da tifosi monegaschi in rotta per un appuntamento storico. Partenza alle 20:30, un’occhiata al cellulare un attimo prima del decollo per sapere l’esito della sfida tra la prima squadra di Genova e la terza di Roma e poi via verso la patria del calcio. Atterraggio in perfetto orario, forse addirittura in anticipo, trasferimento nel centro di Londra, pernottamento e risveglio nell’umida capitale londinese…tutto trascorre assai rapidamente.

Il match-day ormai è arrivato. Come prevedibile, incontriamo diversi tifosi mongeaschi nelle vie del centro e una miriade li troviamo nel tardo pomeriggio a King’s Cross dove è fissato il quartier generale del tifo biancorosso. Il locale scelto dalla tifoseria organizzata è strapieno e dopo oltre un quarto d’ora di coda per una birra, desistiamo e raggiungiamo un altro locale vicino, affollato comunque da tifosi sia di una che dell’altra squadra. Una birra, uno spuntino veloce e usciamo intorno alle 18, tuttavia il corteo diretto all’Emirates è già partito.

Ci dirigiamo, dunque, verso Arsenal con la metropolitana. Pochi minuti ed eccoci a due passi dallo stadio dove acquisto il programma della partita, un must del calcio inglese. La coda per entrare nell’impianto dura poco: ai tornelli e alle perquisizioni, le procedure vanno avanti senza intoppi e con circa un’ora di anticipo eccoci nel settore ospiti.

I sessanta minuti trascorrono piuttosto rapidamente: entrano a scaldarsi i portieri, poi tutta la squadra, si organizza la coreografia, parte qualche coro e ci avviciniamo rapidamente al fischio d’inizio, non prima di aver constatato che a dieci giri di lancette dal via, gli spalti dell’Emirates sono ancora semi vuoti. All’ingresso delle squadre, lo stadio conta circa 60000 spettatori e gli oltre 2000 monegaschi non stanno certo in silenzio.

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I primi cinque minuti di gioco sono un incubo, non tocchiamo palla e l’Arsenal si crea due occasioni per passare in vantaggio. Con il passare del tempo, comunque, il Monaco si riorganizza e tiene bene il campo contro un avversario qualitativamente superiore. Inizio a pensare che, se resistiamo nel primo tempo, nel secondo possiamo dire la nostra, sfuttando magari l’inserimento di Ferreira-Carrasco e Silva.

Al 38′, però, la storia della partita prende un’altra inimmaginabile, piega: tiro di Kondogbia, deviazione di Mertesacker e palla in rete alle spalle di Ospina! A sorpresa, il Monaco passa in vantaggio all’Emirates e potete ben immaginare il delirio nel settore ospiti. Al 53′, il delirio assume contorni da fantascienza quando Berbatov trafigge il portiere colombiano per la seconda volta. L’Arsenal sembra un pugile all’angolo e il primo tiro in porta dei Gunners arriva solamente la 58′. Tutte le celebrazioni ascoltate da anni sul calcio inglese sembrano crollare in una anonima serata nel nord londinese: il vero spettacolo, in campo, lo concede il Monaco e sugli spalti lo regalano i tifosi monegaschi che zittiscono un’Emirates frastornato al grido di “On est chez nous”.

La partita sembra ormai trascinarsi verso lo 0-2 finale, ma al 91′ Oxlade-Chamberlain trova il varco per ridurre le distanze e far ruggire la febbricitante tifoseria inglese. Un risultato che alla vigilia il 100% dei monegaschi avrebbe sottoscritto (io avrei sottoscritto anche lo 0-0!) viene accolto con un pizzico di delusione, tuttavia all’ultimo minuto di recupero Ferreira-Carrasco saluta la difesa dei Gunners e lascia partire un diagonale che si infila nell’angolino vicino al settore ospiti, mandando in visibilio i tifosi monegaschi. Nessuno ci crede, solamente il tabellone luminoso conferma il sogno di una notte di fine febbraio: Arsenal-Monaco 1-3!

All’uscita, il breve tragitto che separa lo stadio dalla Tube assume i contorni di un corteo funebre per i sostenitori locali e, sulla via del ritorno in hotel, lo sconosciuto tifoso del Liverpool che ti ferma per chiedere il risultato della sfida e farti i complimenti, ti conferma che questa trasferta è stata sì un pezzo di storia. Ora si torna all’attualità….ma stasera Monaco-PSG ha ancora il sapore della Champions!

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