Le Storie/Ligue 1

ESCLUSIVA – Cristian Battocchio: “Vogliamo lottare per la Ligue 1. Mi piace affrontare tante esperienze in giro per l’Europa, è il mio modo di essere!”

La Francia nel Pallone incontra la Ligue 2, rappresentata in quest’occasione da un nostro connazionale, Cristian Battocchio, ex under 21 della nazionale italiana che milita nel Brest. Oltre ad aver parlato di campionato,con i suoi in piena lotta per la promozione, il fantasista si è confidato ai nostri microfoni raccontandoci il suo passato tra Udinese, Watford ed Entella.

Parlando di Brest, avete iniziato il campionato in maniera strepitosa, con un primato che è durato fino a poche giornate fa. Poi, tra Febbraio e Marzo, qualche stop di troppo ha permesso alle inseguitrici di tornare sotto. Cosa è successo? 

“Ci siam trovati di fronte delle squadre organizzate ed abbiam segnato poco. Con l’Ajaccio per esempio, abbiamo attaccato molto senza concretizzare, mentre loro sono andati in vantaggio con un’autorete ed un contropiede. A Strasburgo invece abbiamo fatto male, essendo puniti su palle inattive. Abbiamo rialzato la testa contro il Laval, quindi bisogna solo continuare a lavorare.”

L’obiettivo dichiarato è quello di salire in Ligue 1?

“Con il nuovo allenatore si, l’obiettivo è la promozione in Ligue 1, anche se all’inizio non eravamo ancora pronti a farlo. Penso che sia stata una sorpresa anche per lui vederci primatisti, in questo modo e per così tanto tempo. Ora però lottiamo da molti mesi per il primo posto e continueremo a farlo e a lottare fino in fondo.”

La prossima partita vi vede affrontare il vostro compagno di “primato”, ovvero quel Lens che vi ospiterà il primo Aprile al Bollaert. Avendoci già giocato, cosa ti aspetti da questo confronto in uno stadio simile? 

“Si, lo stadio caldo e difficile del Lens lo conosciamo. In più loro vengono da una vittoria a Reims per 0-2. Sarà difficile ma noi andremo lì per fare la nostra partita. Vedremo che succederà!”  

Ti abbiamo visto giocare praticamente ovunque: esterno in un 4-4-2, interno in un 4-3-3 oppure trequartista in un 4-2-3-1. Dove pensi di poterti esprimere al meglio?

Io ho sempre detto di essere un innamorato del pallone, ma questo dipende anche dallo schema di squadra. Con il Laval per esempio, avendo toccato tanti palloni, mi sono davvero divertito. A volte mi tocca giocare centrale in un centrocampo a due o a tre, per coprirci di più. In realtà, se la squadra gioca bene, teniamo sempre il possesso ed io mi trovo bene in qualsiasi posizione.”

Un italo-argentino a Brest. Come ci si trova a determinate longitudini? 

“Io sono nato in Argentina ma poi ho girato tanto. Mi sono trasferito ad Udine, quindi le differenze non sono molte! Da lì sono andato a Londra, che è molto simile alla Bretagna. Certo, questa è una città piccola e tranquilla, ma si sta bene. E’ una bella piazza ed ho trovato una squadra che mi ha accolto benissimo e mi ha aiutato da subito. Anche i compagni di squadra sono stati importanti. Essendo qui da due anni, parlo anche abbastanza francese.”

Arrivato in Bretagna, la numero 10 è stata una consacrazione. La scelta di approdare proprio qui è stata dettata dal fatto che ti è stata dimostrata da subito stima nell’essere un giocatore importante?

“In realtà, quando sono arrivato, non sapevo che mi avrebbero dato la maglia numero 10. Dopo l’esperienza all’Entella volevo partire, dall’Italia e dalla Serie B, quindi avevo voglia di andare all’estero. Ho trovato quest’opportunità, questa società mi ha seguito, cosa che ho molto apprezzato. Ho sentito le loro idee, mi hanno convinto e ho accettato. Sono uno a cui piace fare tante esperienze ed imparare lingue e culture diverse, ecco perché sto girando l’Europa. E’ il mio modo di essere e di vivere.”

Hai vissuto l’era Pozzo da calciatore dell’Udinese prima e del Watford poi. Si nota un denominatore comune tra queste due squadre? 

“Ho avvertito la differenza in realtà, perché quando sono arrivato al Watford si avvertiva di essere in un altro club nonostante il presidente fosse lo stesso. Certo, il presidente veniva a trovarci a volte, ma si trattava comunque di un altro mondo.”

Ligue 2, Serie B, Championship. Da persona che ha fatto tutt’e tre queste esperienze, come confronteresti i rispettivi campionati?  

“Inizialmente, provenivo dal calcio argentino, uno stile completamente diverso di gioco. Trasferitomi in Italia ho imparato molto ad adattarmi tatticamente. Andando in Inghilterra però, tutta questa tattica non serviva e ho dovuto lavorare molto fisicamente essendo brevilineo, ma ho saputo adattarmi e mi sono trovato bene. In Francia è un mix di tutto: squadre tattiche, fisiche ma anche tecniche. Per esempio, il Lens è una squadra che reputo molto tecnica, piena di giocatori di qualità. Lo Strasburgo invece è molto fisico, mentre altre volte ti trovi di fronte squadre come il Valenciennes, molto organizzate tatticamente.”

Sogni di affermarti in Ligue 1, magari con il Brest, oppure un ritorno in Italia o in Inghilterra ti permetterebbe di dimostrare chi sei diventato? 

“Non penso a nulla in questo momento, voglio soltanto provare ad arrivare in Ligue 1. Tornare in Italia o Inghilterra non è una priorità, non ci penso per ora. A me piace affrontare nuove esperienze e poter scegliere con tranquillità. Anche all’Udinese o in Italia, non ho nulla da dimostrare, come in Inghilterra, dove ho avuto due anni bellissimi.”

Cosa deve aspettarsi da Cristian Battocchio un lettore che vorrà guardare le tue partite?

“A me piace giocare il pallone, come dicevo. Sono un giocatore tecnico, cerco di giocare a calcio avendo la palla a terra, dando sempre il 110% in ogni partita. E’ questo Cristian Battocchio.”

 

Qui trovate le skills di Cristian Battocchio! 

 

 

 

 

 

 

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