Le Hèros de la semaine

Le Hèros de la semaine – Karim Ait-Fana, quando l’occasione fa l’uomo…Scudetto!

E’ il minuto novantaquattro di Montpellier-Lille. E’ la penultima giornata ed i padroni di casa si giocano un pezzo di Ligue 1. Il risultato è bloccato sullo 0-0 ed il Psg, secondo in classifica, si è già sbarazzato 3-0 del Rennes portandosi a meno uno. I 30.000 dello Stade de la Mosson si sono ormai rassegnati a doversi giocare tutto nei 90 minuti finali e aspettano con ansia il triplice fischio.  Ma all’improvviso cambia tutto: lancio lungo dalla difesa, fuga da cavallo all’ippodromo di Giroud e occhiata al centro dell’area, dove dopo una corsa di 50 metri arriva Ait Fana, che fa esplodere una città intera. Era entrato da appena 20 minuti, gli sono bastati per decidere una stagione…

La zampata sulla Ligue 1

كاريم ايت – فانا, ossia Karim Ait-Fana, nasce il 25 Febbraio 1989 a Limoges. Nasce in Francia da genitori marocchini ed il suo primo rapporto con l’amico pallone ce l’ha già nel 1995, a soli 6 anni. Inizia  a giocare per un club della cittadina locale, prima di essere selezionato a 13 anni per partecipare al Centre de Formation de Châteauroux , un settore giovanile regionale che è paragonabile all’accademia di Clairefontaine. Grazie anche alla formazione che riceve a Chateauroux, Karim riesce a farsi notare sia nelle categorie giovanili che nelle serie inferiori quando inizia a giocare col Limoges FC.

Una vita al Montpellier

E’ solo questione di tempo prima che arrivi la chiamata importante e infatti nel 2004 ci pensa il Montpellier a prenderlo sotto la sua ala. Col club del sud della Francia fa il suo esordio il 12 Maggio 2006, quando nemmeno maggiorenne gioca gli ultimi nove minuti della sfida persa contro il Le Havre nell’ultima giornata del campionato di Ligue 2. Col passare degli anni le sue quotazioni cominciano a salire e dopo aver disputato 13 partite e un goal (il primo da pro contro il suo ex Chateauroux) nella stagione successiva, in quella dopo ancora conquista praticamente il posto da titolare giocando 31 partite e segnando due goal.

Nello stesso anno arriva anche la prima chiamata dalla Nazionale e Karim gioca la sua prima partita nella selezione Under 19 transalpina. Ma per Ait Fana è arrivato il momento di farsi un nome e nella stagione 2008/2009 ci riesce alla grande. Gioca 29 partite, segna 6 goal e trascina i suoi compagni al ritorno in Ligue 1 dopo quasi dieci anni di assenza. Diventa così la stellina del club, insieme a giocatori del calibro di Tino Costa, Carrasso e Victor Montano. Le sue prestazioni gli valgono anche il rinnovo del contratto fino al 2012 e la possibilità di mettersi in vetrina, da protagonista, in Ligue 1.

Promozione e rivelazione

La prima volta tra l’elite non scoraggia il giovane franco-marocchino. Karim è autore di una grandissima stagione, fatta di 5 goal, 4 assist e tante belle giocate. Si rivela alla grande nel prestigioso palcoscenico della Ligue 1 e oltre a risultare uno dei miglior craque della stagione, si guadagna l’interesse di tante big europee. Veloce, longilineo, tecnico; gioca indifferentemente sia come ala destra che come ala sinistra sfruttando al meglio le sue qualità in uno contro uno e la possibilità di accentrarsi per calciare in porta. Indimenticabile il goal del vantaggio nella vittoria 2-0 col Marsiglia, laureatosi poi campione di Francia.

L’incontenibile gioia dopo il goal all’OM

Il Montpellier, da neopromossa, chude il campionato al quinto posto in classifica guadagnandosi anche l’accesso in Europa League. Per Ait Fana arriva anche la soddisfazione della convocazione in Under 21 con la quale gioca le partite di qualificazione all’Europeo di categoria, segnando anche un goal contro Malta. E’ il momento migliore della sua carriera, tutti lo vorrebbero già conla casacca dei Blues insieme ai coetanei Benzema,  Tabanou, Sissoko, Sakho e Gonalons.  Poi però, improvvisamente, qualcosa si rompe…

E’ la sua caviglia, il classico problema fisico, l’incubo dei giocatori talentuosi. L’anno successivo viene infatti utilizzato col contagocce. Gioca appena 19 partite in campionato e non riesce nemmeno a godersi a pieno la cavalcata dei suoi sino alla finale di Coppa di Lega, persa poi col Marsiglia. Il Montpellier chiude la stagione al 14° posto, ma nel frattempo avevano incominciato a scaldare i motori Giroud e Belhanda che avrebbero però chiuso gli spazi in avanti al povero Karim. Nel frattempo i problemi alla caviglia continuano e per il numero 18 del Montpellier le chance di scendere in campo si riducono al lumicino.

Karim si riprende la scena

Nell’incredibile stagione del Montpellier, lui, inizia a trovare spazio solo a partite dalla 20esima giornata. Gioca solo dieci partita, per di più partendo dalla panchina e quando manca l’insostituibile Belhanda. Il numero 10 è diventato il nuovo simbolo della squadra, la nuova stella franco-marocchina che ha preso il suo posto e porterà il Montpellier all’inimmaginabile titolo.

Tutto scritto, fino alla partita con l’Evian. Lui e Belhanda giocano insieme, ma nei minuti finali l’uomo dei sogni del Montpellier si fa espellere. Lui che è anche rigorista e non ha potuto far altro che veder sbagliare il penalty da tre punti dal suo compagno Camara. Peraltro per Belhanda arriva anche la maxi squalifica di tre giornate, brutta botta, campionato finito e Montpellier nel panico. La sfida di Rennes poteva essere la partita giusta per Ait Fana, ma Girard non lo vede proprio e i 90 minuti di panchina sono tutti suoi. Non è più tempo per il nostro Karim, a Montpellier sembra si siano già scordati di lui…

O no? Al 75′ di Montpellier-Lille Girard decide finalmente di mandarlo dentro. Nella partita che può risultare decisiva e che ancora non vuole saperne di sbloccarsi dallo 0-0. Le squadre sono stanche, le occasioni cominciano a scarseggiare ed il pari sembra il risultato più ovvio. La difesa del Montpellier spazza e trova Giroud, il bomber francese ci mette l’anima in quei metri che lo separano dalla porta di Landreau, corre, corre, ma nessuno riesce a seguire l’azione. Sono tutti troppo stanchi, tranne uno e sapete già tutti chi è. Il suo goal è di una facilità abissale, ma basta e avanza per regalare un sogno ad una città di 98mila anime di cui 30mila erano allo stadio. Ed a farlo non è stato Giroud, ne Belhanda. Ma Ait-Fana, che non ha fatto nulla, ma allo stesso tempo ha fatto tutto. La sua immagine ci sarà sempre nel trionfo del Montpellier. Perchè spesso è l’occasione a fare l’uomo…Scudetto!

Marco Trombetta

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