Report Ligue 1

Il Punto sulla Ligue 1 – Paura e delirio ad Auxerre: il Montpellier trionfa contro tutto e tutti. Ride il Bordeaux, piangono Caen e Dijon…

CHAPEAU MONTPELLIER: TRA CALCIO E TENNIS- Definire folle la serata di Auxerre è probabilmente un eufermismo. Ma iniziamo con ordine. E’ il 20esimo minuto quando Olivier Kapo porta clamorosamente in vantaggio l’Auxerre sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il Montpellier comincia a vedere i mostri, ma non sa ancora cosa gli aspetta. Dodici minuti dopo, infatti, arriva il confortante pareggio di Utaka, ma è ad inizio secondo tempo che si raggiunge l’assurdo. I tifosi dell’Auxerre cominciano una protesta  mixata tra lo stile sudamericano, con lancio di carta igienica, e quello indecifrabile che prevede il tiro di palline da tennis sul rettangolo di gioco.

Momenti tragicomici all’Abbè Deschamps

Da quel momento in poi la partita diventa tutto tranne che quella che dovrebbe essere. Seguono sospensioni, squadre negli spogliatoi e riprese del gioco interrotte nuovamente dal pericoloso lancio di fumogeni. Un finale francamente indegno per una squadra come l’Auxerre, umiliata dall’inciviltà dei suoi stessi tifosi. In curva campeggiano striscioni e bandiere del Psg, interviene la polizia, ma di giocare non se ne parla. Intanto le altre partite finiscono tutte ed il Psg aveva già fatto il suo battendo il Lorient. Lo stress aumenta insieme all’incredulità dei giocatori, ma quando finalmente si torna a giocare a calcio la buona notizia è tutto per il Montpellier.

Utaka eroe della serata

Restano da giocare gli ultimi 90 minuti di passione, in un atmosfera surreale e con tutta la Francia ferma a seguire come finirà questa pazza Ligue 1.  Ma non dovranno aspettare molto. John Utaka, infatti, si mette per l’occasione il mantello da eroe e con un colpo da biliardo dal limite dell’area piccola manda in delirio i tifosi dell’Herault presenti allo stadio e piazzati davanti ai maxi schermi in città.

E’ il goal della sicurezza, è il goal della storia. Gli ultimi minuti si giocano solo per inerzia, tutti aspettano la festa: dal presidente Nicollin, passando da Girard, per finire con i giocatori, quei ragazzi che con tanta voglia di vincere e pochi proclami alle spalle hanno portato una squadra ad un’impensabile, fantastica prima volta. Il trono di Francia se lo prende il Montpellier, che fino a tre anni fa si accontentava di vincere la Ligue 2. Sono le favole che ti fanno ancora credere al vero calcio, quello dove i soldi contano nulla senza la vera voglia di vincere.

Delirio totale!

Una promessa è una promessa

“E’ favoloso, incredibile, è il giorno più importante della mia carriera”, le parole di un quasi commosso presidente Nicollin, l’uomo che prese questa squadra nel 1974 per 60.000 euro (si avete capito bene!!) dalla Division D’Honeur, la nostra eccellenza, per portarli alla vittoria del loro primo titolo francese con un bilancio di 36 milioni di euro, 164 milioni in meno di quello del Psg. Aveva promesso una cresta arancio-blu in caso di scudetto. Beh, l’eccentrico Nicollin non ha deluso le aspettative…

Una vittoria ‘non programmata’ definitiva inaspettata ed eccezionale dallo stesso allenatore Girard. All’ottava giornata questa squadra perdeva in casa 0-3 col Psg, è caduta tante volte, ma si è rialzata più forte di prima. Grazie all’esperienza di veterani come Utaka, Dernis, Hilton e Camara, mischiata alla freschezza di Belhanda, Yanga Mbiwa, Stambouli e l’immancabile Giroud. Primo in campionato e primo in classifica marcatori con 21 goal, Olivier è stato l’alfiere di una campagna trionfale: ” Vogliamo viverci a pieno questi momenti, non so se dormirò stanotte. Non è stato facile, ma ognuno ha messo il suo mattone per costruire questo grande sogno”. Un sogno finito nel modo migliore: con un trionfo, contro tutto e tutti, contro gli scetticismi e, perchè no, contro lo strapotere degli sceicchi.

Festa grande a Place de la Comedie

ZERO TITRE- Eh già, l’abbiamo voluto ‘francesizzare’, ma la sostanza è quella. Mourinho può tranquillamente dire che: “Il Psg ha speso tanti soldi, fatto tanti proclami, ma ha concluso la stagione con ‘zeru tituli'”. Un vero e proprio fallimento, d’altronde anche lo stesso Leonardo aveva detto in tempi non sospetti che senza la vittoria della Ligue 1, la stagione sarebbe stata fallimentare. Non è bastata infatti la vittoria in rimonta a Lorient, in un’altra serata macchiata da episodi che col calcio non hanno proprio nulla a che fare. Quando infatti al minuto 28 Monnet Paquet portava in vantaggio il Lorient, i tifosi del Psg non c’hanno visto più ed hanno deciso di non far vedere niente nemmeno agli altri. Solito lancio di fumogeni, partita sospesa e poi ripresa in un’atmosfera incandescente.

Thiago regala i tre punti, ma non la Ligue 1

 Il secondo tempo inizia addirittura con i padroni di casa in vantaggio, fino a quando non cominciano ad arrivare le buone notizie dagli altri campi ed i bretoni possono mollare la presa. Gli ex ‘italiani’ Pastore e Thiago Motta completano la rimonta e si mettano ad aspettare con la città di Parigi intera il finale thrilling di Auxerre. Un’attesa fatta di speranza in un miracolo calcistico, di un regalo dal retrocesso Auxerre. Possibile? Non secondo Utaka…

Il Montpellier si prende l’Hexagoal (lo alzerà questo pomeriggio alle 18.30), mentre il Psg di Carletto conclude la stagione con un paio di mosche e con l’unica consolazione (ci mancava non fosse arrivata!) della qualificazione alla fase a gironi di Champions League. E pensare che fino a quando c’era il buona Kombouarè i parigini erano primi in classifica a +3 dai ragazzi di Girard. Poi un esonero dettato più dalla voglia di vedere sulla panchina del club un pezzo grosso come Ancelotti, che dall’assenza di risultati. Insomma, una mossa insensata.  Prima l’eliminazione in Coppa di Francia, poi l’addio alla Ligue 1.

Flop Carletto

Per Ancelotti è la prima panchina, dopo anni e anni di successi, avara di soddisfazioni: “Ho utilizzato questi sei mesi per conoscere la squadra, il club e il campionato francese, che sarà utile per la prossima stagione. L’anno prossimo avrò più pressione per vincere il titolo ma la squadra sarà migliore”. 

Eh già Carletto, ma basteranno gli arrivi dei vari Kakà, Higuain, Eto’o o Lavezzi? Basterà una squadra che vale  più di 200 milioni di euro per batterne una che ne vale al massimo 65? Ancelotti, Al Khelaifi ed i parigini lo sanno già: con i soldi puoi comprare tutto, ma non il concetto di squadra.

HAZARD RE DI LILLE- Tutto perfetto: la fascia di capitano, la tripletta, la festa. Eden Hazard non poteva sognare una serata migliore per congedarsi da Lille. Certo, sarebbe stato più bello lasciare con un titolo, ma la stella belga avrà ancora tempo per vincerne tanti altri. A 21 anni si è già preso campionato e coppa di Francia col Lille nella scorsa stagione, più innumerevoli titoli individuali. Gli mancava solo la tripletta, quella per portarsi a casa il pallone più importante, quello che conserverà per sempre nella sua bacheca. Con le tre perle al Nancy ha concluso la stagione migliore della sua carriera: 19 goal toali in stagione, 25 assist. L’Olimpo del calcio ha già aperto le porte a questo grandissimo talento, il Lille piange ma ride, pensando alla plusvalenza che farà quest’estate: si parla di 40 milioni di euro, poi Hazard potrà andare a fare le fortune di un altro club. Manchester o Londra? L’asta è scattata…

“Una grande festa per Eden”, le parole di Rudi Garcia, il tecnico che lo ha lanciato al grande calcio

EUROPA GIRONDINA- Saint Etienne-Bordeuax  era una vera e propria finale playoff. Una gara fra due squadre costrette a vincere, per non vedersi beffare sul filo di lana dal Rennes. Il match non ha deluso le aspettative e si è messo subito bene per i Verdi quando un bel tiro al volo di Guilavogui faceva esplodere il Geoffrey Guichard dopo appena venti minuti. Ne bastano però altri dieci al Bordeaux per ribaltare la gara con una doppieta di Diabate. A fine primo tempo gli animi si surriscaldono, mentre ad inizio ripresa ci pensa Aubameyang a firmare con una splendida incornata il 2-2. A questo punto si fa come quando si giocava in piazza: chi segna vince. Il primo a farlo è Gouffran, che a venti minuti dalla fine porta in vantaggio i Girondini e li trascina, dopo una lunga rincorsa, alla conquista di un incredibile quinto posto che vale l’Europa.

La rimonta è completa

Una pazza rimonta, guidata da un esperto in materia: Francis Gillot. Il tecnico dei Girondini conquista un’altra qualificazione europea al fotofinish, un anno dopo il quinto posto ottenuto col Sochaux sempre all’ultima giornata. Quella di quest’anno, però, ha un sapore diverso. Il Bordeaux era avviato all’ennesima stagione da buttare, ma l’incredibile sprint finale li ha portati a scippare il quinto posto sotto il naso di Rennes, Saint Etienne e Tolosa, nettamente favorite fino a meno di un mese fa. Ma favorito non va sempre d’accordo con meritevole. Il Bordeaux farà quindi compagnia a Lione e Marsiglia in Europa League, tornano ad accedere sullo Stade Chaban-Delmas le luci che competono ad uno dei club più prestigiosi di Francia.

Tanti goal, applausi e rimpianti…

Le stesse luci che invece torneranno a spegnersi, dopo appena un anno, sullo Stade de la Route de Lorient. Il Rennes, infatti, ha fatto quello che doveva fare spazzando via 5-0 il Dijon  e condannandolo mestamente ad un’immediata retrocessione. Montano, doppio Kembo Ekoko, Pitroipae Hadji hanno cancellato le residue speranze dei Borgogni di mantenere la categoria. Ma il roboante risultato non è bastato per acciuffare l’Europa.

La stagione finisce con un buon sesto posto, ma con tanti rimpianti per le tre sconfitte consecutive e per l’eliminazione in semifinale di coppa col Quevilly. Antonetti ha fatto forza al suo gruppo: “Sono tutti giovani, hanno voglia e l’anno prossimo avranno ancora più esperienza. C’è frustrazione, sì, ma io resterò qui a perseverare”.

Glu glu Caen…

CHI VINCE RESTA, CHI PERDE…- Nella zona rossa erano 90 minuti da dentro o fuori. Nessuno poteva permettersi di non fare punti, per non rimanere inguaiato nelle sabbie mobile della Ligue 2. Delle ultime otto perdono in tre, Lorient, Dijon e Caen: la prima si salva per un punto appena, le altre due salutano la compagnia insieme all’Auxerre.

Ma se per il Dijon era pressocchè scontato, lo era decisamente meno per il Caen. I rossoblù  hanno perso malamente lo scontro diretto col Valenciennes (3-1), confermando la tesi di quelli che con Dumas in panchina la sorte non poteva essere che questa. “Credo che ci meritiamo il nostro destino – conferma il centrocampista Proment-  Ad un certo punto, non abbiamo fatto abbastanza, possiamo solo biasimare noi stessi.  Sono deluso per il presidente, per i tifosi. C’è grande tristezza”.

Miracolo Ajaccio

Ma nel calcio dove c’è tristezza, c’è anche gioia. Ed in Corsica l’umore è sicuramente alle stelle. L’Ajaccio doveva andare a vincere a Tolosa per non farsi sbeffeggiare un anno sano dai cugini neopromossi del Bastia. Impresa possibile? Certo che sì, con Cavalli che diventa l’eroe di una città intera firmando la doppietta che vale una stagione.

Pantaloni, tecnico dei corsi, l’ha definito ‘un miracolo’. Un’impresa che dovrà servire di insegnamento per la prossima stagione, quando certe paure dovranno essere sconfitte. Intanto la prossima Ligue 1 avrà nelle magnifiche 20 due squadre corse. Un grande orgoglio per una regione che negli ultimi anni non era più abituata a palcoscenici d’elite. Oltre l’Ajaccio, però, c’è un’altra squadra che ha fatto un mezzo miracolo. Stiamo parlando del Brest, che nonostante le problematiche societarie è riuscito a vincere sul difficile campo dell’Evian e conquistare una salvezza insperata. A Zebina e compagni è bastato il goal di Jemaa per mantenere la categoria, ma dall’anno prossimo l’organizzazione dovrà essere decisamente diversa.

Tripudio Nizza alla Gerland

Finisce invece col botto la stagione nel Nizza. La squadra di Marsiglia, che probabilmente lascierà a fine stagione per problemi col presidente, ha fatto innamorare i propri tifosi violando per 4-3 la Gerland. Prima prendendo due reti in meno di mezz’ora da Lopez e Briand e poi rimontando poco dopo l’inizio del secondo tempo grazie all’autogoal di Lloris.

La Gerland spinge ancora Briand al pari, ma alla fine è Goncalves a far esplodere il settore dei tifosi rossoneri provenienti dalla Costa Azzurra. Una grande vittoria, che corona una salvezza tutto sommato meritata. Il Lione, dal canto suo, non riesce a concludere la stagione come avrebbe voluto (un pareggio ed una sconfitta nelle ultime due), ma d’altronde la stagione dell’OL appariva ampiamente finita dopo la vittoria della Coppa di Francia.

Martin e Boudebouz: salvezza e saluti

Chi invece la stagione la conclude alla grande è il Sochaux di Hely. L’avevamo detto subito che quest’uomo avrebbe salvato i canarini e così è stato. Subentrato all’imbarazzante Bazdarevic, Hely aveva riportato a galla il club di Montbeliard. Poi, le pesanti sconfitte con Bordeuax ed Ajaccio avevano riportato tutto l’ambiente nello sconforto. Lo scatto d’orgoglio, però, è arrivato nel momento migliore: tre vittorie consecutive nelle ultime tre giornate e salvezza in ghiaccio.

L’ultimo match col Marsiglia aveva qualcosa di già scritto. L’OM lascia a casa la cattiveria messa in campo contro l’Auxerre e Boudebouz è libero di firmare il goal della tranquillità e probabilmente dell’addio. Lui e Martin, infatti, lasceranno sicuramente i canarini a fine stagione.  Ma se  Boudebouz è stato chiaro: “Ho due anni di contratto, ma voglio fare una nuova esperienza”. Martin ha preferito lasciare tutti sulle spine: “Avevo in mente il Sochaux, adesso voglio entrare nei 23 per gli europei. Il mio futuro? Non ho ancora deciso e non so nemmeno quando lo farò”.  A Marsiglia, invece, le decisioni dovranno essere prese il più presto possibile. Il decimo posto in classifica non può essere cancellato dalla vittoria in Coppa di Lega. Rivoluzione in vista, a partire da Didì…

I verdetti della Ligue 1 2011/2012:

Campione:  Montpellier
Qualificazione alla fase a gironi di Champions:  Montpellier, Psg
Qualificazione ai preliminari di Champions:  Lille
Qualificazione in Europa League:  Lione, Bordeaux, Marsiglia
Retrocesse:  Caen, Dijon, Auxerre

Ecco tutti i risultati e gli highlights del 38° turno, l’ultimo di Ligue 1:

Auxerre 1-2 Montpellier
20′ Kapo (A), 32′, 76′ Utaka (M)

Evian TG 0-1 Brest
50′ Jemaa

Lione 3-4 Nizza
21′ Lisandro (L), 26′ Briand (L), 31′ Monzon (N), 37′ Coulibaly (N), 53′ Lloris aut. (N), 69′ Briand (L), 73′ Goncalves (N)

Lorient 1-2 Psg
28′ Monnet-Paquet (L), 61′ Pastore (P), 75′ Motta (P)

Rennes 5-0 Dijon
9′ Montano, 47′ Kembo Ekoko, 51′ Pitroipa, 58′ Kembo Ekoko, 82′ Hadji

Sochaux 1-0 Marsiglia
55′ Boudebouz

Saint Etienne 2-3 Bordeaux
19′ Guilavogui (S),  23′, 29′ Diabate (B), 49′ Aubameyang (S), 68′ Gouffran (B)

Tolosa 0-2 Ajaccio
20′, 31′ Cavalli

Valenciennes 3-1 Caen
37′ Aboubakar (V), 68′ Danic rig. (V), 77′ Niver (C), 87′ Cohade (V)

Lille 4-1 Nancy
10′ Hazard (L), 12′ Lemaitre (N), 24′ De Melo (L), 27′, 34′ Hazard (L) 

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