Ligue 1

Il Pagellone della Ligue 1 – Dal 10 del Montpellier al 4 dell’OM: diamo i voti alle 20 di Francia

Secchioni di Francia

MONTPELLIER VOTO 10- E lode. Lode per una squadra che l’anno scorso, di questi tempi, chiudeva la stagione con un modestissimo 14° posto in classifica. Lode per una società che ha fatto dei  giovani (il 41% della rosa proviene dal settore giovanile) il punto di forza, l’esempio per trasformare un sogno in realtà. Lode a Girard, un allenatore con poco appeal ma tanta concretezza. Lode per  un presidente, Nicollin, vulcanico, esuberante, a tratti anche pazzo, ma capace di costruire un gruppo solido e competitivo con gli stessi soldi che servono per comprare un attico a Place de la Comedie. Lode a Giroud, un attaccante di prima classe, lode a Belhanda il ‘marocchino volante’, insomma lode ad uno straordinario Montpellier che ha incantato tutti gli pseudoprofessori di Francia. Lode e BACIO ACCADEMICO.

Remontada Girondina

BORDEAUX VOTO 8- Cinque semplici mosse per arrivare in Europa partendo da spacciati. Cinque semplici vittorie che hanno portato il Bordeaux di Gillot a scippare il quinto posto a tutto e tutti. Una rimonta incredibile, inaspettata, alla faccia di tutti quelli (compresi noi) che avevano dato i Girondini alla canna del gas. Ma nella vita, come nel calcio, bisogna spesso ricredersi. Perchè spesso gli attribbuti, le ‘boules’ come le chiamano in Francia, contano più di qualunque tatticismo o qualsivoglia merito. Un aggettivo per definite il Bordeaux? CAZZUTO…si può dire?

Altro che matricola…

EVIAN VOTO 8- Hai capito i savoiardi? Sì, sì proprio loro. Quelli che dovevamo fare la fine dell’Arles Avignone.  Come no, appunto per questo hanno fatto 50 punti in classifica alla prima storica stagione in Ligue 1. 50 punti che gli sono valsi il 9° posto a +2 sui ‘mostri’ del Marsiglia.  Squadra tosta quella dell’Alta Savoia, costruita con un mix di giovani ed esperienza, che non ha regalato niente a nessuno nemmeno quando la salvezza era cosa fatta. Per tutta la stagione l’abbiamo definitivo in un modo particolare, ed a fine anno l’aggettivo non poteva essere diverso: ROGNOSO.

La faccia bella del Nancy

NANCY VOTO 7,5- A Gennaio per gran parte dei francesi erano già retrocessi, a Maggio si sono presi l’11° posto in classifica. Una squadra completamente cambiata, capace di infilare cinque vittorie in sei partite nel girone di ritorno. E non stiamo parlando di vittore qualunque: 2-0 al Lione, 1-0 al Montpellier e 2-1 al Psg vi bastano? Bastano al Nancy per centrare con ampio margine una salvezza che sembrava da sudaere fino all’ultimo. Merito di giocatori come Mollo e Traorè che hanno cambiato completamente faccia alla squadra, rendendola appunto DOUBLE-FACE.

Champions, affare Hazard e futuro roseo

LILLE VOTO 7- C’è qualche rimpianto per una stagione che poteva essere certamente migliore. Ma il terzo posto in classifica significa riconferma in Champions e la plusvalenza di uno straordinario Hazard rinfrescherà le casse del club, che dalla prossima stagione potrà tornare a puntare al trono di Francia. La squadra di Garcia ha comunque giocato un calcio divertente, fra i migliori, e visto il risultati delle altre big francesi il terzo posto non è affatto da buttare. Come definire quindi il Lille? Facile, INTELIGGENTE.

Mamma li corsi!

AJACCIO VOTO 7- Il 3 dicembre questa squadra perdeva in casa col Lille quella che era la sua sesta sconfitta consecutiva, l’ottava nelle ultime dieci per intenderci ‘Questi non li salva manco San Luigi Re di Francia’, avranno pensato oltralpe, invece i corsi hanno incominciato a stupire tutti: dopo quella partita arrivano un pareggio e quattro vittorie consecutive ed il girone di ritorno viene concluso solo con cinque sconfitte contro le dieci di quello d’andata. Col 2-0 di Tolosa l’impresa è completa, anche senza San Luigi, l’Ajaccio è stato MIRACOLOSO.

E’ mancato quel quid in più…

RENNES VOTO 6,5- Non è stata una cattiva stagione quella del Rennes: semifinale di Coppa di Francia e sesto posto in classifica non sono certo risultati da strapparsi i capelli. L’Europa League non è arrivata solo per colpa della vittoria in Coppa di Lega dell’OM, mentre la finale nell’altra Coppa, quella di Francia, non è stata raggiunta per colpa del piccolo Quevilly. Solo colpa degli altri però? Non proprio, perchè il Rennes  di Antonetti ha dimostrato sì di essere una squadra di tutto rispetto e ricca di talento, ma è mancata in cattiveria. Peccato Rennes, sei stato fin TROPPO BUONO.

Aubameyang, il ‘Neymar d’Africa’, la punta di diamante

SAINT ETIENNE VOTO 6- Anche qui il discorso è analogo a quello fatto poco sopra. Stagione tutto sommato positiva, ma tanti tantissimi rimpianti. Quel mezzo punto in meno è dovuto  a partite come quelle contro Evian, Nizza, Marsiglia e Nancy nella quale i Verdi sono riusciti a racimolare soltanto un punto, nonostante le grandi motivazioni che avrebbero dovuto avere.  Si parlava di Champions per gli storici rivali del Lione, ma non è arrivata nemmeno l’Europa League. L’aggettivo calza a pennello: IMMATURO.

Indimenticabile il match col Psg

VALENCIENNES VOTO 6- Salvezza doveva essere, salvezza è stata. Poco o niente da eccepire, a parte forse il fatto che la squadra di Sanchez ha giocato un pò troppo col fuoco. Alla 24esima giornata, infatti, la squadra si trovava stabile e tranquilla al decimo posto, ma poi è arrivato il declino (in concomitanta con l’eliminazione ai quarti di Coppa di Francia) e alcune sconfitte che hanno fatto storcere non poco il naso.  La salvezza era lì ad un passo, ma il Valenciennes ha preferito prolungare la sofferenza fino all’ultimo giornata per ottenerla. Come definirlo se non MASOCHISTA.

Sarà ancora Ligue 1, per l’undicesimo anno di fila

 NIZZA VOTO 6- Solito anno complicato in Costa Azzura, ma solita salvezza ottenuta, unita anche alla soddisfazione di prendere un voto migliore rispetto agli odiati cugini del Marsiglia. Ad inizio girone di ritorno la squadra di Renè Marsiglia (il cognome giusto per allenare il Nizza!) si trovava all’ultimo posto in classifica. Poi è arrivata la risalita fatta di sconfitte clamorose con le pari grado e vittorie inaspettate come quelle a Bordeaux, Saint Etienne e Lione, violando la Gerland con uno spettacolare 4-3. Nella bagarre alla fine è arrivato un buon 13° posto, per un Nizza GAGLIARDO.

Meglio tardi che mai…

BREST VOTO 6- L’unico motivo per cui abbiamo dato la sufficienza ai bretoni è perchè non era facile tirarsi fuori da una situazione come quella in cui erano caduti: l’allenatore Dupont in guerra aperta con la società, la squadra senza identità ed in caduta libera. Poi la decisione, azzardata, che ha portato all’esonero del tecnico della storica promozione a sole cinque giornate dalla fine per chiamare l’esordiente Martins. Un suicidio, diranno in molti, invece il Brest da il colpo di coda finale e si salva. CORAGGIOSO.

Fuoco di paglia

TOLOSA VOTO 5,5- Il motivo di questo voto c’è e ve lo spieghiamo subito. Immaginatevi una squadra che alla 32esima giornata era quinta a -3 dal quarto posto, fresca del perentorio 3-0 al Lione e lanciata come non mai verso l’Europa. Immaginatevi che questa squadra per le sei giornate successive non ne vince più nemmeno una  e segna la bellezza di tre miseri goal. Questa squadra è il Tolosa ed è presto detto come un voto che potenzialmente era un 7,5 diventa in poco tempo 5. Casanova ha accusato i suoi di non aver ambizioni, di essere stata tradita da coloro che avrebbero dovuto tenere alta la bandiera. Buttata via una grande occasione per un Tolosa davvero AUTOLESIONISTA.

Alla fine solo abbracci

SOCHAUX VOTO 5,5- C’è mancato davvero poco che i canarini facessero la stessa fine dell’Auxerre. Dire che non è stata ripetuta la stagione scorsa (5° posto) è un eufemismo, ma è importante ricordare che la società si è resa conto in tempo che Bazdarevic non era cosa per la quale ed ha chiamato al timone il debuttante Eric Hely. Da quel momento la squadra è tornata a giocare a calcio e nonostante alcuni momenti di nervosismo (vedi la squalifica a Maiga) è riuscita a tirarsi fuori dalle tenebre appena in tempo. Tre vittorie consecutive nelle ultime tre e pratica archiviata. La sufficienza tuttavia non arriva per un Sochaux a tratti SNERVANTE.

L’unica gioia stagionale

LIONE VOTO 5,5- Va bene le finali di coppa (una persa ed una vinta), con la striminzita vittoria sul Quevilly che vale la fine dell’astinenza da titoli dal 2008. Va bene il quarto posto…anzi no, non va bene. Il Lione saluta la qualificazione alla Champions dopo più di 10 anni e l’eliminazione di quest’anno agli ottavi da parte dell’Apoel non ha fatto altro che rendere questo addio ancora più amaro.  La qualificazione all’Europa League è una magra consolazione, la Coppa di Francia non salva una stagione che di certo sta sotto la sufficienza. Quindi…INSUFFICIENTE.

Ahi ahi, cari sceicchi…

PSG VOTO 5- L’abbiamo detto e ridetto: dopo 106 milioni di euro spesi non si può concepire una stagione da ‘zero titre’, o da ‘zeru tituli’ che dirsi voglia. Sarebbe bastata ‘na Coppa di Francia, ‘na coppetta di Lega per prendere almeno quel mezzo punticino in più. Dai, anche la sufficienza. Più che altro perchè l’astinenza da titoli del Psg è diventata maggiorenne e riempire la bacheca sarebbe stato comunque un toccasana. Ok  arrivata la qualificazione in Champions, l’anno prossimo la squadra sarà più quadrata e ancora più forte, ma per quest’anno l’aggettivo, o meglio il titolo teatrale da affibiare al Psg del nostro Carletto è solo uno: MOLTO RUMORE PER NULLA

La caduta dei Normanni

CAEN VOTO 5- Partenza col botto e finale col tonfo. I rossoblù di Normandia  non sembravano destinati a tornare nella polverosa Ligue 2, ma l’interminabile flessione e la fiducia a tempo indeterminato a Dumas hanno portato ad un’inevitabile epilogo. Fino alla 24esima giornata la squadra viaggiava a velocità di crociera verso la salvezza, poi ha finito la benzina ed ha cominciato a perdere contro chiunque, soprattutto contro concorrenti dirette alla salvezza. Quest’anno l’ottima partenza non è servita ad un Caen SPOMPATO.

Manco il tempo di tornare…

DIJON VOTO 5- Alla 30esima giornata la squadra di Patrice Carteron si trovava a 34 punti in classifica e considerato che per salvarsi quest’anno ce ne volevano 39, sembrava bella e fatta la salvezza per i borgogni a otto giornate dal termine. Appunto, sembrava…Perchè da quel momento in poi la squadra che ci aveva fatto divertire con Psg e Montpellier si è sciolta come neve al sole, collezionando solo due punti e salutando la massima categoria dopo appena un anno dal ritorno. Forse una mancanza di esperienza per un Dijon IMPAURITO.

Stagione da dimenticare

LORIENT VOTO 4,5- Vittoria all’esordio al Parco dei Principi, girone d’andata da Europa League…e poi? E poi succede che il Lorient si scorda come si gioca a calcio, passa dall’essere una squadra giovane, divertente e di prospettiva ad una squadra di brocchi che nel girone di ritorno riesce a vincere solo tre partite. A conti fatti quel punticino in più gli vale la permanenza in Ligue 1, ma onestamente le aspettative di inizio stagione erano altre. Gourcuff senior se ne farà una ragione, il suo Lorient è stato davvero FRUSTRANTE.

AJA che male!

AUXERRE VOTO 4,5- C’è poco e tanto da dire sul povero Auxerre: pessima gestione societaria, pessima organizzazione tecnica con staff e giocatori e ovviamente pessima la stagione. 18 sconfitte, praticamente un girone sano, e sole 7 vittorie per una squadra orfana di un leader sia in campo che fuori. Da quando ha lasciato Guy Roux, colui che rese grande l’Auxerre, la squadra è sprofondata sempre più fino agli abissi della Ligue 2. 32 anni dopo si torna in purgatorio, insieme con altre grandi decadute come Lens, Monaco e Nantes. L’aggettivo è facile, ricorrente, da affibbiare soprattutto alla società: PESSIMO/A.

OMmamma mia!

MARSIGLIA VOTO 4- I peggiori in assoluto. E chi se non loro? Contiamole insieme: 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13…cosa sono? Il numero di partite, che unite a quelle di Champions e Coppa di Francia diventano 17, in cui il Marsiglia non è riuscito a cogliere neanche lo straccio di una vittoria. Un girone d’andata chiuso al sesto posto contro un girone di ritorno inqualificabile. Giocatori svogliati e senza ambizioni, tifosi contro che hanno raggiunto il nompus ultra chiedendo ai ragazzi del povero Didì di continuare a perdere come avevano fatto fino a quel momento, soprattutto se l’avversario era il Montpellier in piena corsa per il titolo con l’odiato Psg. La vittoria in Coppa di Lega, la terza consecutiva, non può salvare il decimo posto in classifica e l’umiliazione subita dai tifosi. Molti hanno detto: “Ca… siamo l’OM!!” e noi li appoggiamo con questo aggettivo coniato ad hoc: OM-BROBRIOSO.

Marco Trombetta

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