Le Francesi in Europa

Il Punto sulla Champions – Psg e Montpellier: due modi diversi di vincere. Lille? No comment…

Facciamo il punto sulle prime uscite ufficiali di Psg , Montpellier e Lille in Champions League. Tre gare profondamente diverse, ma allo stesso tempo molto simili. Dal Parco dei Principi allo Stade de la Mosson, fino ad arrivare al Grand Stade: ecco tutto quanto successo in questi primi novanta minuti europei.

Parigi, è subito festa

LA DINAMO DEL PSG – A dispetto del nome la squadra di Kiev non ha avuto nè forza, energia o potenza. E francamente non ci siamo sorpresi più di tanto di questa mancanza. Chi invece la Dinamo ce l’ha avuta sin dai primi secondi della partita è il Psg. L’undici di Ancelotti aveva grande voglia di dimostrare a tutti la propria superiorità: prima l’occasione di Pastore dopo soli 3 minuti, e poi il rigore procurato da Menez e trasformato con la solida freddezza da Ibrahimovic che ha segnato il suo 29esimo goal in Champions con la sesta squadra diversa.

L’1-0 arriva appena al 20′, ma la partita in pratica finisce là. La Dinamo Kiev di oggi non è nemmeno cugina di quarto grado di quella che, con un certo Shevchenko, eliminò il Psg nei quarti di finale di Europa League tre anni fa. E’ ovviamente non è nemmeno lo stesso Psg: quello di oggi chiude la partita sul 3-0 già nel primo tempo, con i goal della coppia difensiva brasiliana Thiago SilvaAlex. Un esordio col botto per l’ex Milan, che da questa partita in poi non lascerà più il suo posto al centro della difesa.

A quel punto il secondo tempo si trasforma in una passerella per i Rouge et Bleu, che si limitano a gestire le energie in vista del campionato. C’è giusto il tempo di vedere il casuale goal di Veloso all’87’ e il poker immediato un rinato Pastore che – goal a parte – si è sacrificato molto per la squadra nell’arco del match. Per la gioia di Ancelloti, che nel frattempo si gode l’ennesima grande prestazione di Verratti (il migliore in campo con Thiago Silva) e un 4-3-2-1 sempre più efficace e collaudato con Menez – “Lui è stata la chiave, ci ha dato la giusta profondita”, ha detto Carletto sull’esterno ex Roma – perfetta spala di Ibra in avanti.

E’ vero è soltanto la prima partita, per giunta contro un avversario meno che modesto. Ma il Psg ha vinto divertendo e divertendosi, dando l’impressione di essersi levato di dosso tutti i pesi mediatici e psicologici di inizio stagione.

Ecco tabellino, highlights e pagelle del match:

PSG 4-1 DINAMO KIEV
19′ Ibrahimovic rig. (P), 29′ T.Silva (P), 32′ Alex (P), 87′ Veloso (D), 91′ Pastore (P)

Psg (4-3-1-2): Sirigu 6; Alex 6,5, Thiago Silva 7 (81′ Z.Camara), Jallet 6,5, Maxwell 6; Matuidi 6, Verratti 7,5 il migliore , Chantome 6,5; Pastore 7; Menez 7 (77′ Nene 6,5), Ibrahimovic 7 (73′ Lavezzi 6).  All. Ancelotti 7

Dinamo Kiev (4-2-3-1): Koval 4,5 il peggiore; Danilo Silva 5, Taiwo 6, Khacheridi 5, Mykhalyk 5; Garmash 5, Veloso 6,5; Kranjcar 5,5, Yarmolenko 6, Raffael 5; Ideye 5,5

Montpellier, è comunque festa

HERAULT, CHE PECCATO! – E’ un peccato davvero non aver guadagnato almeno un punto dalla storica prima partita in Champions. Il Montpellier lo meritava. Perchè la squadra di Girard non è arrossita davanti al più blasonato Arsenal, ha imposto il proprio gioco e giocato un secondo tempo di livello europeo. Nel primo Belhanda aveva fatto impazzire la Mosson dopo soli 9 minuti, procurandosi un calcio di rigore e trasformandolo con un ‘Panenka’  morbido come una carezza. Niente male per essere il primo goal in Champions del Montpellier.

Poi, però, è venuta l’inesperienza. Inesorabile, cinica e cattiva inesperienza. In due minuti l’Arsenal ribalta il match: prima con l’ex Giroud  che ha ringraziato i suoi vecchi tifosi degli applausi nel pre-partita con un bell’assist per il pari di Podolski, e poi con  Gervinho – un altra vecchia conoscenza del calcio francese – che ha sfruttato alla grande un’indecisione difensiva della difesa dell’Herault  su cross basso di Jenkinson.  L’illusione svanisce presto. Per lasciare spazio, nel secondo tempo, al rammarico.

Belhanda & Co. sprecano infatti almeno quattro palle goal. Occasioni che a certi livelli non si possono sbagliare. Determinazione e personalità non sono state seguite da un altra parola fondamentale nel calcio: concretezza. Quella che invece ha avuto l’Arsenal. Putroppo però il bomber principe della scorsa stagione gioca dall’altra parte e nè Camara nè Herrera sono ancora riusciti a non farlo rimpiangere. Il problema attaccanti c’è. Ed è inutile negarlo.

Alla Mosson si è respirata comunque l’aria di festa, prima e dopo la partita. Un pubblico meraviglioso ha sostenuto la squadra per tutti e 90 minuti, ricevendo le risposte che voleva. Il Montpellier ha giocato una grandissima partita, senza paura e con grande voglia di stupire.

Adesso la speranza è di rivedere la stessa squadra anche in campionato, la vera priorità stagionale. L’Europa è una grande vetrina, un motivo d’orgoglio per una squadra ed una città che vuole godersi ogni minuto di questo momento. Perchè questa sconfitta è stata come una vittoria. Bella tanto quanto quella del Psg. Rimane la delusione, è ovvio. Ma sentite cosa pensa proprio chi l’Herault a questi livelli ce l’ha portato, Olivier Giroud: “Il Montpellier avrà voce in capitolo in questa Champions League”. Sarà di parte?

Ecco tabellino, highlights e pagelle del match:

MONTPELLIER 1-2 ARSENAL
9′ Belhanda rig. (M), 16′ Podolski (A), 18′ Gervinho (A)

Montpellier (4-2-3-1): Jourdren 6, Bocaly 6, Bedimo 6,5 , Hilton 6, Yanga-Mbiwa 6,5; Saihi 5,5, Estrada 5,5 (78′ Herrera 5,5); Belhanda 6,5, Mounier 5,5 (68′ Ait Fana 6), Cabella 6,5; Camara 5 il peggiore (78′ Stambouli 5,5).  All. Girard 6,5

Arsenal (4-2-3-1): Mannone 6,5, Jenkinson 6,5 , Gibbs 6,5, Mertesacker 6, Vermaelen 6,5; Diaby 6, Arteta 6; Cazorla 6,5 (90′ Coquelin), Gervinho 6,5, Podolski 7 il migliore (90′ Walcott); Giroud 6 (76′ Ramsey 6).  All. Wenger 6

Lille, è…

…UN GRAND DISASTRE – Senza mezzi termini. E senza che nessuno – tranne forse i più ottimisti tifosi del Bate Borisov – si aspettasse. Altro che vittoria scaccia crisi e conferma europea. Altro che Grand Stade. Di grande a Lille c’è stat solo la brutta figura. Pronti via e gli uomini di Garcia stavano già sotto di due goal. E dopo il primo tempo i bielorussi conducevano addirittura per 0-3 davanti alle facce sconvolte ed allo stesso tempo incredule dei tifosi di casa.

La difesa del LOSC sembrava più predisposta ad andare in campeggio piuttosto che a farsi una partita di calcio. E se sullo splendido goal del vantaggio di Volodko c’era poco da fare, sue quelli di bomber Rodionov ed Olekhnovich si doveva necessariamente fare meglio. E Landreau lo sa bene. Il goal di Chedjou – che avrebbe fatto bene a curare per lo più la fase difensiva – non aiuta di certo ad affievolire la delusione per una prestazione imbarazzante contro un avversario che aveva vinto solo una volta in dodici partite di Champions e fatto solo due goal trasferta. Fino a ieri sera. Ovviamente.

Non ci sono scuse. L’undici era il migliore possibile, sono i meccanismi che non funzionano affatto. E soprattutto fare goal è davvero una faticaccia. Il De Melo visto contro il Copenaghen si è perso in mezzo alla maglie gialle del Bate, mentre Martin, colui che dovrebbe dare una scossa alla trequarti del Lille, ha sciorinato l’ennesima prestazione impalpabile. Non si salva praticamente nessuno. Le occasioni nel finale sono soltanto l’ultimo spasmo.  Per il Lille è la quinta partita senza vittorie. “Abbiamo vissuto un incubo”, dichiara a fine partita Garcia. Adesso però è arrivato il momento di svegliarsi. E subito.

Ecco tabellino, highlights e pagelle del match:

LILLE 1-3 BATE BORISOV
6′ Volodko (B), 20′ Rodionov (B), 43′ Olekhnovich (B), 60′ Chedjou (L)

Lille (4-3-3): Landreau 4,5, Chedjou 5,5, Digne 5, Debuchy 5 (85′ Sidibe), Basa 5; Balmont 5, Martin 4 il peggiore (46′ Mendes 5,5), Mavuba 5; Payet 5, Kalou 4,5, De Melo 4,5 (46′ Roux 5).  All. Garcia 4,5

Bate Borisov (4-4-1-1): Gorbunov 6; Radkov 6, Bordachov 6, Simic 6, Polyakov 6; Liktharovich 6,5 (66′ Sivakov 6), Volodko 7,5 il migliore, Pavlov 6,5,  Olekhnovich 6,5; Hleb 6,5; Rodionov 7 (89′ Mozolevski). All. Goncharenko 7,5

Marco Trombetta

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