Le Francesi in Europa

Il Punto sulla Champions – Lo sconosciuto Montpellier zittisce 62.000 tedeschi. Il famoso Psg invece…

Si è conclusa ieri sera la seconda giornata della fase a gironi di Champions League. Una giornata che ha regalato alla tre francesi scese in campo più lacrime che sorrisi. Tre trasferte, tra Portogallo, Germania e Spagna, che hanno regalato soltanto un punticino al calcio d’oltralpe.

Un Pocho di umiltà per il Psg

JIMMY GETS HIGH – Cantava Daniel Powter qualche anno fa. “Jimmy gets high, tonight”, recitava il ritornello. Letteralmente “Jimmy arriva in alto, stanotte”. E nella notte dell’Estadio do Dragao il Jimmy in questione è James Rodriguez. Il ragazzino colombiano classe ’91 del Porto che in alto ci è arrivato eccome, aprendo il piattone ed infilando il goal che condanna il Psg alla prima sconfitta stagionale. Una sconfitta giusta, meritata, un bagno di umiltà.

Sin dai primi minuti si è capito subito chi tra Porto e Psg aveva più voglia di correre, combattere e prendersi a tutti i costi un risultato di prestigio. I padroni di casa, infatti, nonostante un Dragao non all’altezza di una partita di Champions, hanno svolto alla grande il proprio dovere, sfruttando al meglio tutte le qualità degli undici giocatori messi in campo da Vitor Pereira. In primis la velocità, il palleggio ed i tagli continui degli attaccanti che hanno messo in crisi la banda di Ancelotti.

Sirigu ha tenuto a galla la barca con almeno sei interventi decisivi.  Ma a sei minuti dalla fine non ha potuto nulla sulla splendida traiettoria di Jimmy Rodriguez, autentica spina nel fianco della difesa parigina. Il migliore in campo per distacco è stato proprio il portiere italiano, u dato che la dice lunga sulla partita disputata dal Psg. E’ mancata la consueta sicurezza di Thiago Silva, il cervello di Verratti – letteralmente eclissato da Moutinho – e la cattiveria di Ibrahimovic.

E’ mancato il Psg.  Proprio nella partita in cui tutti lo attendevano. Discutibili anche le scelte di Ancelotti. In primis quella di schierare uno spaesato Van der Wiel al posto di Jallet, ma anche la rinuncia a Pastore trequartista per schierare un fatiscente 4-3-3 con Nene e Menez quasi sempre fuori dal gioco. In mezzo la scarogna di Lavezzi ed il suo sfogo contro il malcapitato frigo che rappresenta la fotografia perfetta della serata del Paris. Niente regali per il 31° compleanno di Ibra, nè per il Psg che di ritorno dal Portogallo avrà riflettuto sul fatto che Francia ed Europa sono due cose completamente differenti.

Tabellino, highlights e pagelle:

PORTO 1-0 PSG
83′ James Rodriguez

PORTO (4-3-3): Helton 6 – Danilo 6,5, Maicon 7, Otamendi 6,5, Alex Sandro 6,5 – Lucho 6 (81′ Defour), Fernando 6,5, Joao Moutinho 7,5 – Varela 7 (73′ Atsu 6,5), Martinez 6,5, J. Rodriguez 7,5 il migliore (91′ Mangala).  All. Vitor Pereira 7,5

PSG (4-3-3): Sirigu 7,5 – Van der Wiel 5 (62′ Jallet 5,5), T. Silva 5,5, Sakho 5,5, Maxwell 5,5 – Chantôme 6, Verratti 5, Matuidi 6 – Ménez 5 (73′ Lavezzi (80′ Pastore)), Ibrahimovic 4,5 il peggiore, Nene 5. All. Ancelotti 5

Fortuna che toglie, fortuna che da

ALLA FACCIA DI DE COUBERTIN – E dei tedeschi aggiungerebbe qualcuno. Magari Girard, che a fine partita ha preferito un bel dito medio al posto della classica stretta di mano. Le nuove generazioni. Che il gesto sia condannabile non ci sono dubbi, soprattutto per una figura come quella dell’allenatore sempre chiamata a dare l’esempio, ma allo stesso tempo è condannabile l’accoglienza riservata dallo Schalke al Montpellier.

Almeno secondo quanto afferma lo stesso Girard: “Credo che questa squadra, a cominciare dall’allenatore, ci ha mancato di rispetto. E quando manchi di rispetto poi paghi!”. Già. Inanzitutto sul campo, dove il Montpellier ha guadagnato un punto – il primo della sua storia   in Champions – importantissimo e complessivamente meritato. Stavolta era stato Ait-Fana a regalare l’illusione, prontamente fatta svanire dalla reti di Draxler ed Huntelaar che hanno ribaltato e (a loro modo di vedere) chiuso il match.

Sì perchè il Montpellier nel frattempo era anche rimasto uno in meno. Immaginare un pari provocava soltanto una grassa risata unanime nelle menti 62.000 tifosi ammassati sulle tribune della splendida Veltins Arena. E probabilmente anche nelle menti dei giocatori in campo. Quelli delllo Schalke ovviamente, che iniziano a giochicchiare, sprecare più del dovuto e cullarsi fino al 90′ su un risultato che gli spettava quasi di diritto.

Ma è proprio all’ultimo minutoche i ragazzi di Girard rispondono alla domanda dei media tedeschi: “Wer ist Montpellier?”. E’ una squadra che si permette il lusso di pareggiare con un uomo in meno nell’ostile bolgia del Gelsenkirchen. La pungente risposta è affidata al sinistro di Camara che si spegne alle spalle di Unnerstall e ammutolisce una città intera. Compreso De Coubertin. Perchè il Montpellier è onorato di essere invitato al banchetto con le grandi d’Europa, e sarebbe scortese rimanere a bocca asciutta.

Tabellino, highlights e pagelle:

SCHALKE 04 2-2 MONTPELLIER
13′ Ait-Fana (M), 26′ Draxler (S), 53′ Huntelaar rig. (S), 90′ S. Camara (M)

SCHALKE 04 (4-3-1-2): Unnerstall 6 – Uchida 5,5, Papadopoulos 6,5, Höwedes 6, Fuchs 6 – Höger 6, Neustädter 6, Draxler 7,5 il migliore (55′ Afellay 6) – Holtby 6,5 – Pukki 5,5 (66′ Farfan 5,5), Huntelaar 6.  All. Stevens 5,5

MONTPELLIER (4-2-3-1):  Jourdren 6,5 – Bocaly 4,5 il peggiore, Yanga-Mbiwa 6,5, Hilton 5,5, Stambouli 5 – Saihi 5, Estrada 5 – Cabella 6,5, Belhanda 5,5, Aït-Fana 6,5 – Camara 6,5.  All. Girard 6

La musichetta è già stonata…

RENNES (NON) DOCET – Anzi. A dire il vero potremmo dire che la partita col Rennes di qualche giorno fa ha insegnato al Lille come perdere le partite nello stesso identico modo. Ottima partenza, una buona dose di occasioni sprecate, un goal preso al primo affondo avversario ed infine il nulla, Dalla Bretagna al Mestalla la musica non è cambiata: zero punti, zero goal ed un’immensa delusione per una squadra che potrebbe fare molto, ma molto di più.

Tuttavia è dura senza Kalou ed un giocatore che la butti dentro con regolarità, visto che Roux e De Melo sono praticamente trasparenti. E’ dura soprattutto senza fiducia, la cosa che più manca ai ragazzi di Garcia. Per loro ci vorrebbe una flebo di autostima. E’ bastato poco, infatti, a trasformare una partita di calcio in un allenamento per il Valencia.  Le due reti di Jonas hanno cronologicamente spezzato le gambe e giustiziato definitivamente i Dogues.

L’espulsione nel finale di Debuchy non fa altro che confermare il momento di frustrazione che sta passando il LOSC. Un tunnel dove l’uscita appare così lontana, ma allo stesso tempo così vicina.  I tempi di Hazard sono finiti, è vero, ma noi non possiamo credere che questo sia il vero Lille. Garcia dovrà lavorare sull’aspetto mentale, sbloccare quei giocatori che non stanno rendendo come dovrebbero. Perchè con questo atteggiamento e queste motivazioni la Champions è già un lontano ricordo.

Tabellino, highlights e pagelle:

VALENCIA 2-0 LILLE
38′, 75′ Jonas

VALENCIA (4-2-3-1) : Guaita 6 – Barragan 6, Delgado 6,5, Victor Ruiz 6,5, Cissokho 6 – Costa 5,5, Gago 7 – Feghouli 6,5, Jonas 7 il migliore, Guardado 5,5 – Soldado 6.  All. Pellegrino 6,5

LILLE (4-3-3) : Landreau 6 – Debuchy 4,5 il peggiore, Basa 6, Chedjou 5,5, Beria 5 – Balmont 5, Gueye 6,5, Pedretti 5 – Payet 5,5, Roux 5, Mendes 6,5.  All Garcia 5

Marco Trombetta

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