Bleus

Il Punto sui Bleus – Parade en cèdant

I francesi, si sa, sono degli eccellenti schermidori. Gli spagnoli decisamente meno.  Ecco quindi che se il Vicente Calderon si trasforma in una pedana, la stoccata vincente alla Spagna non riesce. ‘Parade en cèdant’, parata e risposta, difesa e contrattacco: luce verde accesa, punto Francia.

Giroud affonda il colpo

EN GARDE, PRET, ALLEZ! – Quando l’arbitro da il via al match tutti si aspettano la solita serata: Spagna dominante, padrona del gioco e mai in difficoltà. Ed effettivamente, nella prima frazione, le aspettative non vengono affatto deluse. Le Furie Rosse sovrascrivono i Bleus, che danno prova della loro esistenza agli occhi di Casillas soltanto intorno alla mezz’ora. A quel punto, però, gli spangoli avevano già segnato. Sergio Ramos è tanto gentile a non svegliare la difesa francese – Koscielny in primis, sembrava un angioletto – e segnare senza far rumore il goal del vantaggio.

Gara finita? Prima dell’intervallo non c’erano dubbi. Poi succede qualcosa. Quello che in Francia hanno chiamato “Un discours qui change tout”, un discorso che cambia tutto. Certo, Deschamps deve prima maledire il momento in cui scelse di mettere tra i titolari Koscielny e poco dopo ringraziare di avere tra i pali un guardiano come Lloris. Il capitano dei Galletti  riscrive una storia già scritta cancellando dal taccuino dell’arbitro il rigore di Fabregas. Le sue manone sono ancora insuperabili quando qualcuno prova a bucarle dagli 11 metri.

Il gesto tecnico di ‘Hugo Boss’ cancella anche la rabbia per il goal ingiustamente annulato a Menez pochi minuti prima, e dona una carica nuova a tutta la squadra. Una consapevolezza nei propri mezzi da mettere dritta sul prato verde una volta rientranti in campo dagli spogliatoi. Se colui che si difende sposta la lama dell’avversario con la propria e riesce poi a toccarlo, il punto viene assegnato al difensore. Di solito la parata e risposta è immediata, fulminea. Ma la cosa più importante è che arrivi al momento giusto.

Lloris chiude il (Fabre)gas

Anche a pochi secondi dalla fine. La Francia questo punto l’ha costruito, disegnato nei minimi dettagli. Prima di ottenerlo ha voluto dimostrare all’Europa intera di poter imporre il proprio gioco in casa della Spagna campione di tutto.  Benzema e Ribery salgono in cattedra, Debuchy torna ad essere quello di una volta, la difesa si compatta ed i centrocampisti capiscono che cercare l’incursione non è reato.

I Galletti giocano con il sangue negli occhi. Lottano, pressano ed aggrediscono ogni palla vacante fino all’ultimo secondo. Quello giusto.  Giroud era entrato da neppure cinque minuti al posto di un Benzema encomiabile ma non ancora a bersaglio. Il bersaglio valido, quello che accende la luce verde. L’attaccante dell’Arsenal aveva appena indossato la maschera, ma se l’è subito tirata su per festeggiare. La sua stoccata punisce Casillas dopo ben 13 ore dall’ultima volta che si era chinato per prendere il pallone in fondo alla rete.

L”effetto Fukushima’ è già svanito, portandosi con sè tutte le polemiche. Per questa Francia solo applausi. “Era dal 2006 che non vedevo un tempo giocato a questi livelli…”, confessa il presidente della FFF Noel Le Graet.  E se Deschamps non ha paura di dire: “Potevamo anche vincere”, allora non è peccato pensare che il biglietto diretto, senza scali, per arrivare in Brasile sia ancora disponibile.

TATTICA

Valbuena per Gonalons: Deschamps azzecca la mossa

REPORT

SPAGNA 1-1 FRANCIA
25′ S. Ramos (S), 93′ Giroud (F)

SPAGNA (4-3-3): Casillas, Arbeloa (50′ Juanfran), Jordi Alba, Busquets, Ramos – Xabi Alonso, Iniesta (75′ Torres), Xavi – Pedro, Fabregas, Silva (13′ Cazorla).  A disp.  Albiol, Extebarria, J. Martinez, Monreal, Navas, Reina, Soldado, Valdes, Villa.  All. Del Bosque.

FRANCIA (4-3-3): Lloris – Debuchy, Koscielny, Sakho, Evra – Cabaye, Matuidi, Gonalons (57′ Valbuena) – Menez (68′ Sissoko), Ribery, Benzema (88′ Giroud).  A disp. Capue, Clichy, Gomis, Jallet, Landreau, Mandanda, Rami.  All. Deschamps.

Arbitro: F. Brych
Ammoniti: Koscielny, Gonalons, Juanfran
Spettatori: 46.000

PAGELLE

  Hugo Lloris    Laurent Koscielny


Lloris:
Incassa in silenzio il goal di Sergio Ramos, poi chiude la saracinesca. Para il suo secondo rigore consecutivo in Nazionale senza farsi intimorire dalla bolgia del Calderon e dalla classe di Fabregas. Certezza assoluta, ‘Hugo Boss’ ha acceso la miccia dell’impresa.  VOTO 8   IL MIGLIORE

Evra: Molto attivo sulla fascia sinistra in tandem con Ribery. La sua esperienza era quello di cui la squadra aveva bisogno.  VOTO 6,5

Debuchy: Con Pedro a scorrazzare dalle sue parti non è certo una passeggiata. Ma il terzino del Lille è cresciuto col passare dei minuti, tornando in parte ad essere il terzino che tutta Europa ha ammirato.  VOTO 6,5

Sakho: Gli manca sempre al convinzione, quel qui in più per essere un difensore affidabile, una sicurezza. Si perde totalmente Sergio Ramos in occasione del goal e da l’impressione di giocare sempre sul filo del rasoio.  VOTO 5

Koscielny:  Colpevole dormiente in occasione del vantaggio spagnolo, sciagurato nel falciare le gambe a Pedro in area di rigore quasi con nonchalance. Nella ripresa si rifà, ma senza Lloris il rigore causato sarebbe potuto essere decisivo.  VOTO 4,5    IL PEGGIORE

Matuidi: A centrocampo ci mette l’anima buttandosi su ogni pallone. Tuttavia pecca spesso in fase di impostazione, sbagliando passaggi non impossibili.  VOTO 6

Gonalons: Gara non facile per il giovane mediano del Lione. Il suo compito di spezzare l’azione spagnola non è propriamente riuscito nei 57 minuti in cui è rimasto in campo.  VOTO 5,5

Cabaye: Davanti al suo modello Xavi si emoziona un pò. Si vede raramente in fase di impostazione, costretto a compiti di sacrificio per limitare l’onda d’urto delle Furie Rosse in mezzo al campo.  VOTO 5,5

Ribery: Sale in cattedra nella ripresa e non scende fino a quando non pennella sulla testa di Giroud il pallone che vale il pari. Juanfran non lo vede mai, Ribery è diventato ‘Kaiser Franck’ anche in Nazionale.  VOTO 7

Menez: Non brilla e soprattutto non riesce a dare la profondità chiesta da Deschamps. Certo il suo goal da rapinatore d’area era regolare…  VOTO 5,5

Benzema: Mette in costante apprensione la difesa iberica nel secondo tempo. Non riesce ancora una volta la via del goal, ma dimostra che Madrid è l’erba di casa sua.  VOTO 7

Sostituzioni

Moussa Sissoko: Il mediano del Tolosa sbaglia due ghiotte occasioni da goal, ma il suo lavoro di rottura ed impostazione ha dato un gran contributo alla manovra.  VOTO 6,5

Valbuena: Il suo ingresso in campo porta una ventata d’aria fresca. Deschamps lo colloca tra le linee di difesa e centrocampo spagnole, ed il folletto marsigliese lo ripaga con una prestazione tutta pepe.  VOTO 7

Giroud: L’ennesimo cambio azzeccato – forse un pò per caso – da Didì Deschamps. L’ex Montpellier si fa bastare cinque minuti di partita per incornare il pallone dell’impresa, come quando nel rugby entra in campo il tiratore migliore per centrare l’acca. Risolutore.  VOTO 7,5

Marco Trombetta

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